24 jul. 2013

"Teatrino delle 6" affollato di giovani che plaudono alla performance degli attori di Cordoba


 (Yuri Di Benedetto)


     E’ stata un successo di critica e pubblico la rappresentazione di Medea Banished che al Teatrino delle 6 ha aperto “European  young theatre”, lo spazio riservato a studi, perfomance e workshops proposti da giovani attori e registi europei, ospiti dell’Accademia  Nazionale d’Arte Drammatica “Silvio d’Amico“. 50 artisti provenienti da Cordoba, Strasburgo, Cracovia, Malmo, Glasgow, Varsavia, Parigi e Vilnius che danno vita ad un laboratorio teatrale dedicato alla creatività. Una ‘esperienza’ che si concluderà il 12 e 13 luglio con due spettacoli sul tema della follia.

     Medea Banished, basato su opere di Euripide, Seneca e Ovidio, è stata interpretata da due artisti della Escuela Superior de Arte Dramàtico “Miguel Salcedo Hierro” di Cordoba, Nerea Garciolo Ruiz e Raul Munoz Camacho (che ha curato anche la regia). La performance si è avvalsa di alcuni video. Nonostante la recitazione in lingua spagnola, l’interpretazione dei due bravissimi attori è riuscita a catturare l’attenzione del pubblico che ha riempito il piccolo Teatro. La storia racconta la tragedia di Medea,  moglie di Giasone, il protagonista dell’avventura degli argonauti e del vello d’oro. La rappresentazione dello spettacolo è concentrata laddove si intrecciano le passioni più profonde e le emozioni più umane. Tutta l’esecuzione ruota intorno al concetto del tempo che scorre inesorabile, di come un azione fatta con furore e impeto può essere causa di rimorso per il resto della vita e come a volte il passato provoca dolore a chi  ne porta il pesante ricordo.

     Domina l’opera la  straripante personalità di Medea, donna combattuta tra forti passioni contrastanti fortemente emotiva e passionale, qui la donna esibisce un’ampia gamma di stati d’animo, che culminano in omicidi ed efferatezze di cui si macchia Medea: atti caratterizzati sì da grande ferocia, ma non privi di dubbi e di tentazioni a desistere, talvolta manifestati nell’ambito della stessa scena, in un continuo alternarsi di propositi omicidi e di pentimenti. 
     Tutto questo rende Medea una donna debole e forte allo stesso tempo. Forte perché padrona della sua vita e non disposta a piegarsi davanti a nessuno; debole perché sola, disperata ed intenzionata a distruggere tutto quello che rappresenta il suo passato. Tanti i giovani che hanno assistito allo spettacolo e che alla fine hanno tributato un lung applauso ai due interpreti.

 

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